Uno per ogni sezione:
Sezione Padova e
Sezione Castelfranco Veneto
Nel 1985 nasce ORPO, la sintesi di riflessioni non del tutto serie, ma neanche sbagliate, sull'arte e sulla comunicazione.
Questo marchio, frutto di espressioni artistiche non convenzionali di epoca pre-digitale, ha avuto da subito la forma fisica di TIMBRO, il cui segno “ORPO” era nelle nostre intenzioni un’esclamazione di incitamento. Incitamento a cosa? Ad arginare l’ignoranza dilagante, a contrastare l’abbrutimento che a nostro dire, avanzava.
Niente di nuovo, ogni generazione ha avuto i suoi esteti idealisti che volevano migliorare il mondo. Noi a nostro modo ci volevamo provare.
Ma chi eravamo? Attribuirsi tutti i meriti sarebbe sbagliato, tutti noi siamo il frutto di insegnamenti e condizionamenti che partono da lontano. Senza dubbio, qualcuno o qualcosa lo è stato più di altri. Franco e io riconosciamo l’importanza che ha avuto un mentore, il nostro insegnante e amico Vincenzo, il quale ci ha accolto nella sua casa e ha condiviso con noi le sue letture e la sua sfrenata voglia di vivere.
"Il maestro non si contesta, ma si supera"
"Tutti siamo stati giovani e abbiamo fatto cose che adesso definiremo inusuali"
” Quello che vi sto per raccontare è la storia di due ex giovani, io e il mio amico Franco Bortolon, che negli anni 80 erano nei loro anni ruggenti, gli anni che dai 20 ti portano ai 30. Per farlo ho dovuto voltarmi indietro e guardarli, e vedendo tutto ciò che è stato e che mai più sarà, mi è venuta una stretta al cuore, ma son qui per raccontare e quindi racconto.”
Stefano
Franco era uno che non passava inosservato. Era una scheggia impazzita.
Era capace di accentrare su di sè interesse e simpatia, era esuberante, a volte debordante, ma privo di ogni forma di aggressività, anche quando era arrabbiato, era affabulatore instancabile, curioso e visionario.
Franco ha capito presto che i mezzi di comunicazione erano malleabili e che stavano assumendo, a partire da quegli anni, una progressiva ibridazione e questo fenomeno avveniva su piani differenti: quello dei media e quello dei percorsi di assimilazioni culturale.
Sarà forse per questo che Franco accumulò in breve tempo un numero indefinito di alias (ora si direbbero nick name).
Identità che usava come firme e forme, per differenti azioni, eventi, comunicazioni e stati d’animo.

ALIAS al maschile:
Franco Spada
Frincou of Friscou
Assiro Assurdo
Frinkoton Orpolon
Franco Abortolon
Franco Neo Reo
Franco Tellurico
Turpiloquio
E al femminile:
Ave Ninki
Ether Parisi
Questa è una cosa che nel tempo si è anche accentuata, al punto che Franco ha sviluppato un lavoro sulle sue molteplici e intercambiabili personalità. QUI per saperne di più.
Io ero io: Stefano.
Dirò solo alcune cose che mi vengono in mente e che possono darvi un’idea di come ero a quel tempo:
- amavo entrare in un luogo con il petto in fuori, lo sguardo alto ed un sorriso, perchè trovavo la vita meravigliosa e volevo viverla al meglio
- mi piaceva disegnare e quando trovai un lavoro come visualizer, ero stupito che mi pagassero per divertirmi
- ero così affascinato dalla vita, da vivere in uno stato di permanente entusiasmo
- in quegli anni ho iniziato delle abitudini che mi sono rimaste: dormire la notte, alzarmi presto, lavorare molto, leggere, fare sport e non guardare la TV.
Ero da molti anni amico di Franco, avendo studiato con lui arte e per questo condividevamo l’interesse per la sperimentazione artistica e nello specifico per la grafica.
Inevitabilmente anche io avevo degli alias:
Stenox
Steno Baleno (così ci metto meno)
Pluto (Plutosto molto)
Antico Etrusco
Macellaio d’anime
Cronicario
Entrambi capimmo presto che il Marketing era il nuovo "Vate".
Negli anni dell’edonismo Reaganiano, della Milano da bere, tutto doveva essere un Brand e noi non fummo da meno, ne creammo due:
ORPO Production e dopo, nel periodo finale la URKA sez. degradata della ORPO.
Erano loghi che ci identificavano in un micromondo fatto da una ristretta cerchia di amici e amanti dell’arte, un segno che marcava il territorio, lanciando all’esterno ironici segnali, come ad esempio questo cartello che per qualche mese è stato appeso fuori della mia porta di casa.
I Media
Ritenevamo che i mezzi di comunicazione erano in una fase di radicale trasformazione.
Il cambiamento non era rappresentato dall'informatica, che era ancora di là da venire.
In quegli anni il cambiamento tecnologico era dato da strumenti come la fotocopiatrice, il fax o il VHS.
Tutto era in fermento, o forse lo erano le nostre vite, sta di fatto che noi, Franco e io, elitari ed eccentrici grafici, interpreti spontanei della cultura popolare, ritenevamo che il sistema postale fosse un ottimo veicolo per portare in giro a basso costo, un manufatto ad alto contenuto estetico.
Va da sè che abbiamo individuato nel postino un soggetto interessante e dato il suo ruolo di osservatore privilegiato dello scambio postale, era sicuramente un interlocutore degno di essere partecipe del nostro lavoro, in quanto veicolo, spettatore, fruitore primo del rapporto epistolare che io e Franco avemmo in quegli anni.
Per questo abbiamo spesso dedicato al postino un ringraziamento, un saluto, una lode o una semplice parola, su quelle che noi abbiamo definito la nostra “POSTAL ARTE”, in seguito più nota come ART MAIL.
Non è una storiella, ma è pura verità il fatto che il postino della città di Franco, una mattina invece di mettere come suo solito la posta nella cassetta delle lettere, mosso da curiosità, sia andato a conoscerlo di persona, dicendogli anche di salutargli il suo amico, che poi ero io.
Un altro aspetto di come amavamo giocare con i media era anche l’uso improprio dei bolli, ad esempio con cartoline date ad amici in viaggio verso paesi lontani e spedite a nostro nome, che continuavamo a restare a Padova. In altre occasioni abbiamo giocato con i francobolli, inserendone qualcuno di falso o dei fac-simili.
Le cartoline
Ora a più di 30 anni di distanza, Franco ed io, presentiamo una selezione della produzione di quegli anni.
Ci rendiamo conto che i tempi sono cambiati e che ora ai tempi di TWITTER, le nostre CARTOLINE, per la stratificazione dei codici linguistici utilizzati, non sono prodotti facilmente assimilabili, per questo vi consigliamo un pò di pazienza nella lettura.
In generale per la presentazione abbiamo adottato un criterio cronologico e là dove è stato possibile, le art-mail sono presentate nel loro ordine epistolare di “botta e risposta”, come queste a fianco, ma il più le vedete nell’ordine di verticali e orizzontali che trovate nelle tre gallerie sotto.
Ai posteri ardua sentenza.